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Marco Colonna, La Liturgia del Suono

Raccontiamo attraverso l’obiettivo, il primo set della (secondo set) serata di martedì 17 marzo allo Spazio Rossellini: un dittico di concerti che ha esplorato i confini del jazz, tra introspezione profonda e narrazioni migranti.


Melodie, suoni e forme instabili si intrecciano in un gioco di memoria intimo e appassionato. La ricerca di Marco Colonna — polistrumentista, compositore e scrittore tra i più autorevoli esponenti del jazz sperimentale italiano — attraversa il folklore e l’avanguardia senza mai perdere il filo profondo del racconto.

Marco Colonna © Giulio Paravani_FJR | www.fotografijazzroma.it

Il suo “solo” si configura come una liturgia poetica: un corpo a corpo con il clarinetto basso alla ricerca di una verità che risplenda in questi tempi di oscura umanità. Con oltre trent’anni di carriera trascorsi navigando tra jazz e musica classica contemporanea, Colonna ha costruito un linguaggio totalmente indipendente, capace di abitare luoghi unici, dalle grotte alle basiliche, portando sul palco una relazione multimediale e translinguistica.


 

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